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Ue: fronte comune contro il riciclaggio

Stretta sulle norme penali e sul contante in entrata e uscita dall'Ue

18/09/2018

Parola d’ordine uniformità. Il Parlamento europeo vuole che i Paesi membri facciano fronte comune nella lotta al riciclaggio di denaro e al terrorismo attraverso l’adozione degli stessi strumenti. Per questo ha avanzato due proposte di legge, di già approvate: una per contrastare il reimpiego dei capitali illeciti attraverso il diritto penale e una sul monitoraggio del contante in entrata ed uscita dall’Ue.

Affinché la lotta sia efficace, è necessario condividere la medesima definizione di quali siano i crimini a monte del riciclaggio; bisogna adottare stesse sanzioni e pene per tutta l’Ue; considerare come contante anche l’oro e le carte prepagate anonime; dare il potere a tutte le autorità nazionali di registrare i movimenti di denaro, anche sotto la soglia massima di diecimila euro, e di sequestro temporaneo del contante se si sospetta siano frutto di un’attività criminale. Del resto, secondo Transcrime, le attività illegali in Europa valgono circa 110 miliardi di euro l’anno.

Per quanto riguarda, invece, il monitoraggio del contante in ingresso e uscita dall’Unione europea, le autorità competenti dello Stato membro potranno avere il diritto di chiedere al mittente, al destinatario o a un rappresentante del denaro contante non accompagnato, per esempio spedito per posta, una dichiarazione sull’origine e lo scopo del cash da presentare entro massimo trenta giorni. Tale denaro, inoltre, può essere temporaneamente sequestrato fino a presentazione della documentazione richiesta.


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